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La rotta Europea del cartello messicano Cartel de el Golfo e le organizzazioni di connotazione mafiosa Italiane

di

Maria Grazia Labellarte

 

Nei paesi dell'Unione si rileva un aumento di volume della cocaina consumata tra i consumatori della stessa. Nell’ ultimo decennio del XXI secolo, in Europa un ruolo di primo piano logistico risulta detenerlo   la 'ndrangheta, un'organizzazione di connotazione mafiosa e originaria della Calabria, inserita esplicitamente dal 30 Marzo 2010 nell’articolo 41 bis dell’ Ordinamento penitenziario italiano, riconosciuta, come un’ organizzazione criminale unitaria e con vertice collegiale, nel processo  Crimine della corte di cassazione del 18 giugno  2016.  Legata ai cartelli Messicani più potenti, quali Las Zetas e Cartel del Golfo, la stessa risulta essere la più ricca organizzazione criminale in Europa. Già nel 2012, le autorità italiane sequestrarono ingenti quantità di cocaina, provenienti dal Sudamerica. Fu infatti con la nota  operazione denominata “Operazione Solare” che i Carabinieri del Ros, in collaborazione con la DEA (DRUG ENFORCEMENT ADMINISTRATION ) e FBI , arrestarono 200 persone , nell’ ambito di una maxi operazione condotta tra Stati Uniti, Italia, Messico e Guatemala. Allora tra gli indagati, furono 16 affiliati all’ organizzazione calabrese, gli stessi furono arrestati sia a New York che in Calabria. In quell’ occasione gli investigatori accertarono collegamenti con i narcotrafficanti del Cartel del Golfo, la nota organizzazione  mafiosa messicana  che controlla il  traffico della cocaina colombiana  di rotta verso gli Stati Uniti ed Europa. Con la seconda “Operazione  Solare”, i Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria,  permisero  agli investigatori di tracciare  la struttura logistica  del cartello calabrese, costituito da una sorta di consorzio tra losche della Locride, e da soggetti collegati anche alla mafia siciliana. In quell’ occasione il  ruolo del porto di Gioia Tauro, (porto calabrese) fu al centro  delle indagini. Il ruolo dell’ organizzazione mafiosa siciliana risultò quello di  assicurare la copertura finanziaria, in caso di detenzioni o requisizioni dispiegate dalle forze di polizia italiane, all’ organizzazione  di connotazione mafiosa calabrese.  Nel giugno di quest’ anno, purtroppo, l’ Operazione “Due Mari” coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta assieme alla Guardia di Finanza, la polizia nazionale colombiana e la succitata DEA, ha fatto emergere ancora una volta che il punto di riferimento del narcotraffico internazionale giace nella Locride. Gli arresti, 144 e il sequestro ingente di cocaina, ha rivelato un guadagno  di circa 3 miliardi di euro se la cocaina fosse stata lavorata e immessa in commercio. Nell’ ambito dell’ operazione ancora una volta è emersa la centralità del ruolo logistico, identificato nell’ organizzazione indagata, che si avvaleva di una batteria di corrieri che prelevava il denaro dagli acquirenti calabresi e lo faceva arrivare di seguito ai fornitori colombiani. Inoltre, dalla stessa operazione è risultata una vera e propria rete in Costa Rica, Panama, Messico, brasile Perù, Cile, Venezuela, e Ecuador. L’ operazione risulta interessante anche per i 22 provvedimenti di custodia e l’ identificazione dei membri chiave dell’ Esercito di Liberazione Nazionale o meglio noto  come ELN, un’ organizzazione criminale e terroristica, legata anche ai numerosi sequestri di persona ed estorsioni nel paese sudamericano. Se ELN  garantiva la sicurezza del trasporto ai depositi stranieri,   Los Urabeños ( si legga a questo propositi nostra analisi sulle BACRIM  ), garantiva l’ imbarco su navi mercantili che passando dalla Costa Rica e Panama , veniva  di seguito consegnata  in Europa e negli Stati uniti. Tuttavia è necessario sottolineare che nel corso dell’ ultimo decennio  e nell’ ambito delle tre operazioni descritte è emersa ancora più l’ efficacia della coordinazione internazionale, come ad esempio  tra le forze di polizia anti-droga messicane e le loro controparti italiane, questo coordinamento,  dovrebbe essere ancora più rafforzato,  in maniera da aumentare l’ efficacia del contrasto al narcotraffico. Sarà necessario a tale scopo,  cercare di debellare  in Messico  soprattutto l'influenza di potenti uomini d'affari e politici che sono segretamente coinvolti nel traffico. 

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